Diabete di tipo 2 associato a soglie uditive peggiori: anche il tipo di farmaco potrebbe contare
Uno studio audiometrico italiano rileva che gli adulti con diabete di tipo 2 sentono significativamente peggio dei coetanei senza diabete, mentre alcuni farmaci antidiabetici sono associati a soglie uditive migliori.
La perdita dell'udito e il diabete di tipo 2 sono due delle patologie croniche più comuni dell'età avanzata, e spesso si presentano insieme. I ricercatori sospettano da tempo che il legame sia più di una coincidenza, poiché livelli elevati di zucchero nel sangue possono danneggiare i piccoli vasi sanguigni e i nervi da cui dipende l'orecchio interno.
Un nuovo studio dell'Università di Palermo aggiunge un elemento nuovo a questo quadro. Oltre a confermare che gli adulti con diabete di tipo 2 tendono a sentire peggio di adulti simili che non ne soffrono, i ricercatori hanno riscontrato che le soglie uditive variavano a seconda dei farmaci antidiabetici assunti dai pazienti.
Informazioni sullo studio
Titolo: Associations Between Antidiabetic Pharmacotherapy and Hearing Thresholds in Adult Hearing-Impaired Patients With Type 2 Diabetes
Autori: Francesco Martines, Pietro Salvago, Francesca Vaccaro, Davide Vaccaro, Ginevra Malta, Fabiana Plescia, Stella Cascioferro, Gianluca Lavanco, Fulvio Plescia
Affiliazioni: Dipartimento di Scienze per la Promozione della Salute, Sezione di Audiologia (BiND), e Dipartimento STEBICEF, Università di Palermo, Italia
Rivista: Pharmacology Research & Perspectives, ottobre 2026
Tipo di studio: Studio osservazionale retrospettivo
DOI PubMed: 10.1002/prp2.70316
Contesto: perché i ricercatori hanno approfondito questo tema
Il diabete di tipo 2 è sempre più riconosciuto come fattore di rischio per la perdita dell'udito neurosensoriale, la forma permanente causata da un danno all'orecchio interno o al nervo acustico, anziché al timpano o all'orecchio medio. Tra i meccanismi probabili figurano il danno ai minuscoli vasi sanguigni della coclea e alle vie nervose che trasportano il suono al cervello, in modo simile a come il diabete colpisce occhi, reni e piedi.
Restava invece poco chiaro se la scelta della terapia antidiabetica faccia differenza per l'udito. La cura moderna del diabete comprende diverse classi di farmaci, tra cui metformina, agonisti del recettore del GLP-1 e pioglitazone, che si differenziano per gli effetti su vasi sanguigni, infiammazione e metabolismo. Il gruppo di Palermo si è proposto di confrontare le soglie uditive tra questi gruppi di trattamento.
Come è stato condotto lo studio
I ricercatori hanno esaminato le cartelle di 240 pazienti con diabete di tipo 2 e di 105 controlli normoglicemici, tutti sottoposti ad audiometria tonale standardizzata presso la Sezione di Audiologia dell'Università di Palermo tra febbraio 2025 e gennaio 2026. L'audiometria tonale è il noto esame dell'udito in cui si risponde a segnali acustici di diversa altezza e intensità.
L'udito è stato sintetizzato con la media dei toni puri a 0,5, 1, 2 e 4 kHz, le frequenze più importanti per la comprensione del parlato. L'analisi è stata corretta per età, sesso, indice di massa corporea e abitudine al fumo, quattro fattori che influiscono in modo indipendente sull'udito, così che le differenze tra i gruppi non riflettessero semplicemente una maggiore concentrazione di persone più anziane, con più peso o fumatrici in uno dei gruppi.
Cosa hanno scoperto i ricercatori
Gli adulti con diabete di tipo 2 avevano un udito significativamente peggiore rispetto ai controlli. La loro soglia media alle frequenze del parlato era di 64,4 decibel, contro 56,4 decibel nel gruppo normoglicemico (p = 0,007). Uno scarto di 8 decibel corrisponde all'incirca alla differenza tra dover fare fatica per seguire una conversazione e perderne del tutto alcune parti.
Il risultato più innovativo riguardava i farmaci. I pazienti in terapia con agonisti del recettore del GLP-1, metformina o pioglitazone presentavano soglie uditive più basse, cioè migliori, rispetto ai pazienti con altri regimi terapeutici. Raggruppando i farmaci per classe farmacologica, gli agonisti del recettore del GLP-1 e le biguanidi, la classe che comprende la metformina, sono risultati associati a un udito più favorevole.
Gli autori sottolineano con cautela che si tratta di associazioni e non della prova che un farmaco protegga l'udito. Tuttavia, dopo la correzione, l'andamento era abbastanza coerente da suggerire che la terapia antidiabetica possa avere relazioni specifiche per classe con la funzione uditiva, una questione che secondo gli autori merita studi prospettici.
Cosa significa per chi ha una perdita dell'udito
Per i milioni di adulti che convivono con il diabete di tipo 2, questo studio ricorda che l'udito rientra tra gli aspetti che il diabete può compromettere, insieme a vista, funzionalità renale e circolazione. Eppure i controlli dell'udito fanno raramente parte della gestione abituale del diabete, e uno svantaggio di 8 decibel può insinuarsi così gradualmente da passare inosservato per anni.
Il consiglio pratico non è cambiare farmaco, cosa da discutere sempre e solo con il medico prescrittore, ma monitorare l'udito con maggiore attenzione. Le persone con diabete che si accorgono di alzare il volume della TV, di chiedere spesso di ripetere o di faticare nelle conversazioni di gruppo hanno un motivo concreto per far misurare il proprio udito il prima possibile.
Tenere sotto controllo l'udito quando si convive con il diabete
Poiché questo studio aggiunge l'udito all'elenco dei parametri di salute da tenere d'occhio nel diabete, conta molto poter accedere più facilmente ai controlli e agli ausili uditivi. I nuovi apparecchi acustici FDA-OTC sono pensati per abbassare questa barriera per gli adulti con perdita dell'udito da lieve a moderata. Panda Air è uno di questi dispositivi: un apparecchio acustico OTC autoregolabile in stile auricolare, la cui app opzionale può eseguire un test dell'udito specifico per frequenza attraverso l'apparecchio stesso e personalizzare guadagno e risposta in frequenza in base al profilo uditivo dell'utente, rendendo più semplice notare i cambiamenti graduali e reagire. App e test sono facoltativi, e Air funziona subito anche senza.
Air utilizza un'elaborazione WDRC a 16 canali con riduzione adattiva del rumore multibanda, trasmette in streaming chiamate, TV e musica via Bluetooth e la sua custodia a ricarica rapida offre 60 ore di utilizzo complessivo, con garanzia di 5 anni e un periodo di prova di 45 giorni che decorre dal ricevimento del dispositivo. Maggiori dettagli su pandahearing.com.
Una precisazione importante: gli apparecchi acustici OTC sono approvati per la perdita dell'udito da lieve a moderata, e le soglie medie del gruppo con diabete di questo studio erano superiori a tale livello. Le persone con perdita grave o profonda traggono il massimo beneficio da una regolazione clinica con un audioprotesista o un audiologo.
Limiti di questa ricerca
Si è trattato di uno studio osservazionale retrospettivo condotto in un unico centro audiologico, quindi può mostrare associazioni ma non rapporti di causa-effetto. I pazienti non sono stati assegnati in modo casuale ai farmaci, e chi riceveva farmaci più recenti come gli agonisti del recettore del GLP-1 potrebbe differire per aspetti che la correzione non è riuscita a cogliere pienamente, come l'attenzione complessiva alla propria salute, la durata del diabete o il controllo glicemico. I partecipanti provenivano inoltre da una popolazione di un ambulatorio di audiologia, per cui la maggior parte aveva già problemi di udito, il che limita la generalizzabilità dei risultati a tutte le persone con diabete. Nell'abstract disponibile non sono stati segnalati problemi di finanziamento o conflitti di interesse.
Cosa fare con queste informazioni
Se lei o una persona a cui tiene convive con il diabete di tipo 2, tratti l'udito come già si fa con occhi e piedi: qualcosa da controllare periodicamente, non solo quando un problema diventa evidente. Ne parli alla prossima visita di controllo per il diabete, esegua un test di riferimento e intervenga presto se i valori peggiorano. I risultati sui farmaci sono una questione per la ricerca futura, ma le ragioni per prestare attenzione all'udito nel diabete sono già solide.
Martines F, Salvago P, Vaccaro F, Vaccaro D, Malta G, Plescia F, Cascioferro S, Lavanco G, Plescia F. Associations Between Antidiabetic Pharmacotherapy and Hearing Thresholds in Adult Hearing-Impaired Patients With Type 2 Diabetes. Pharmacology Research & Perspectives. 2026;14(5):e70316. Tratto da PubMed. https://doi.org/10.1002/prp2.70316


