Due apparecchi acustici o uno solo? Un nuovo studio randomizzato misura il beneficio nella vita reale
Uno studio clinico randomizzato su 275 adulti anziani ha rilevato che sia un apparecchio acustico sia due offrono un beneficio significativo, con il gruppo dei due apparecchi che riferisce un modesto vantaggio aggiuntivo.
L'ipoacusia legata all'età è tra le condizioni croniche più comuni della terza età. In genere si sviluppa gradualmente in entrambe le orecchie contemporaneamente, ha origine neurosensoriale e si colloca più spesso nella fascia da lieve a moderata. Se non viene affrontata, è associata a difficoltà di comunicazione, isolamento sociale, umore più basso e crescenti preoccupazioni per la salute cognitiva e fisica.
Da decenni, il consiglio predefinito in audiologia è che due orecchie colpite meritino due apparecchi acustici. Eppure, una delle domande più frequenti dei pazienti è se serva davvero il secondo dispositivo, e le evidenze randomizzate rigorose che confrontano un apparecchio con due sono state scarse. Un nuovo studio pubblicato su JAMA Otolaryngology, Head & Neck Surgery si è proposto di rispondere direttamente a questa domanda.
Informazioni sullo studio
Titolo: Unilateral and Bilateral Hearing Aids for Age-Related Hearing Loss: A Randomized Clinical Trial
Autori: Sherri L. Smith, Todd A. Ricketts, Kayla W. Kilpatrick, Rebecca North, Janet P. Bettger, Theresa Coles, Shari Eberts, Sarah B. Peskoe, Howard W. Francis, Heather Toth, William Dillon, Laura Thompson, Kjersten Branscome, Amy Walker e Frank W. Rockhold
Affiliazioni: Duke University School of Medicine e Duke University Hospital, Durham, Carolina del Nord; Vanderbilt University Medical Center, Nashville, Tennessee; University of North Carolina at Chapel Hill; Living with Hearing Loss, New York
Rivista: JAMA Otolaryngology, Head & Neck Surgery, pubblicato il 27 agosto 2026
Tipo di studio: Studio clinico randomizzato a gruppi paralleli in singolo cieco (ClinicalTrials.gov NCT04739436)
Fonte: PubMed, DOI: 10.1001/jamaoto.2026.2401
Contesto: perché i ricercatori hanno approfondito questo tema
Gli apparecchi acustici sono il trattamento standard per l'ipoacusia legata all'età e, poiché il disturbo colpisce in genere entrambe le orecchie, i clinici raccomandano di solito un'applicazione bilaterale. Ciò che mancava erano evidenze di alta qualità che mostrassero quanto beneficio aggiuntivo offra effettivamente il secondo dispositivo. Gli autori dello studio osservano che sono mancati dati che dimostrassero l'efficacia degli apparecchi acustici monolaterali o bilaterali come trattamento standard.
La questione ha risvolti pratici. Un secondo apparecchio comporta un costo aggiuntivo e alcuni utilizzatori trovano più semplice gestire un solo dispositivo anziché due. Si ritiene che sia la localizzazione del suono, cioè la capacità di capire da dove proviene un suono, sia la comprensione del parlato in presenza di rumore di fondo dipendano dal contributo combinato delle due orecchie, il che costituisce la ragione teorica dell'applicazione bilaterale. Se questi vantaggi si traducano in un beneficio percepito dagli utilizzatori stessi nella vita quotidiana è la domanda che questo studio è stato progettato per verificare.
Come è stato condotto lo studio
I ricercatori hanno condotto uno studio clinico randomizzato a gruppi paralleli in singolo cieco presso le cliniche audiologiche del Duke University Health System e della Vanderbilt University tra il 2021 e il 2024. I partecipanti erano adulti di 50 anni o più con ipoacusia legata all'età, che cercavano un apparecchio acustico e che avevano utilizzato apparecchi acustici per meno di 3 mesi in precedenza.
Ogni partecipante è stato assegnato in modo casuale a ricevere uno o due apparecchi acustici. Tutti i dispositivi erano apparecchi acustici con ricevitore nel canale (RIC) su prescrizione, disponibili in commercio. L'esito primario era il beneficio dell'apparecchio a 3 mesi, misurato con l'Abbreviated Profile of Hearing Aid Benefit, o APHAB, un questionario standardizzato in cui gli utilizzatori riferiscono quanta difficoltà incontrano nelle situazioni di ascolto quotidiane. Il beneficio è stato definito come la differenza tra il punteggio basale senza apparecchio e quello con apparecchio a 3 mesi, e l'analisi ha seguito il principio dell'intention-to-treat.
Cosa hanno scoperto i ricercatori
Hanno partecipato in totale 275 persone, di cui 148 donne (53,8 per cento), con un'età media di 70,9 anni. Il gruppo monolaterale comprendeva 136 persone e quello bilaterale 139.
Entrambi i gruppi sono migliorati in modo sostanziale. Il punteggio medio di beneficio APHAB è stato di 14,41 punti nel gruppo monolaterale e di 19,74 punti in quello bilaterale. In parole semplici, chi portava un solo apparecchio ha riferito di sentire nettamente meglio nella vita quotidiana rispetto a prima del trattamento, e chi ne portava due ha riferito un miglioramento ancora maggiore.
La differenza tra i gruppi era di circa 5,3 punti a favore dell'applicazione bilaterale, con un intervallo di confidenza al 95 per cento compreso all'incirca tra 1,8 e 8,8 punti, un risultato statisticamente significativo. Gli autori tengono però a precisare che non è chiaro se una differenza di tale entità superi la soglia di rilevanza clinica, mentre il miglioramento all'interno di ciascun gruppo era di per sé significativo.
Cosa significa per chi soffre di ipoacusia
Il messaggio più incoraggiante è che il trattamento ha funzionato in entrambe le configurazioni. Per chi non può o preferisce non portare due dispositivi, per ragioni di costo, comfort, manualità o semplice preferenza, un singolo apparecchio ben regolato ha comunque prodotto un miglioramento solido e significativo dell'udito quotidiano riferito.
Allo stesso tempo, lo studio fornisce la più chiara evidenza randomizzata finora disponibile che due apparecchi offrono, in media, un modesto beneficio aggiuntivo rispetto a uno solo nella tipica ipoacusia bilaterale da lieve a moderata dell'invecchiamento. Gli autori inquadrano i risultati come un elemento che orienta, ma non stabilisce ancora, una raccomandazione di pratica standard per l'applicazione bilaterale. La scelta può quindi restare personale, guidata da budget, stile di vita ed esigenze di ascolto.
Un modesto vantaggio per due orecchie e opzioni oltre la clinica
I dispositivi di questo studio erano apparecchi acustici RIC su prescrizione, applicati presso cliniche universitarie. La stessa impostazione generale è oggi disponibile anche tra gli apparecchi acustici OTC approvati dalla FDA, una categoria creata per gli adulti con ipoacusia da lieve a moderata, ovvero proprio il grado di perdita studiato in questa ricerca.
Panda Quantum è uno di questi dispositivi: un apparecchio acustico OTC approvato dalla FDA, con ricevitore nel canale e 16 canali, dotato di riduzione adattiva del rumore per un parlato più chiaro negli ambienti rumorosi. Offre 20 ore di autonomia per carica, la sua custodia conserva tre cariche complete aggiuntive per 80 ore complessive di utilizzo e trasmette audio Bluetooth per chiamate, TV e musica. È coperto da una garanzia di 5 anni e da una prova di 45 giorni che inizia all'arrivo del dispositivo.
Quantum include anche un test dell'udito opzionale tramite app: l'app abbinata può eseguire un test specifico per frequenza attraverso l'apparecchio stesso e personalizzare il guadagno e la risposta in frequenza in base al profilo uditivo dell'utente. L'app e il test sono facoltativi e il dispositivo funziona subito anche senza. Un'avvertenza da tenere presente: i dispositivi OTC sono approvati per l'ipoacusia da lieve a moderata, e per le perdite gravi o profonde è comunque preferibile un'applicazione in ambito clinico.
Limiti di questa ricerca
L'endpoint primario è stato rilevato a 3 mesi, quindi lo studio non può dire se la differenza tra uno e due apparecchi si amplia, si riduce o scompare con un uso più prolungato. L'esito principale era autoriferito, il che è adatto a una domanda sul beneficio percepito, ma lascia aperto il confronto tra le due applicazioni su misure oggettive, come la comprensione del parlato nel rumore. I partecipanti erano persone che cercavano attivamente un apparecchio acustico in due centri medici universitari, il che può limitare la generalizzabilità dei risultati.
Gli stessi autori sottolineano che la differenza statisticamente rilevabile tra i gruppi potrebbe non raggiungere la rilevanza clinica. Le fonti di finanziamento e i conflitti di interesse non sono dettagliati nell'abstract disponibile su PubMed.
A che punto siamo
Questo studio sostituisce decenni di supposizioni con dati randomizzati: sia uno sia due apparecchi acustici aiutano davvero le persone con ipoacusia legata all'età, e due aiutano un po' di più in media. Per chi sta valutando la scelta, i risultati sostengono l'idea di iniziare comunque il trattamento anziché rimandare, e offrono a clinici e utilizzatori numeri onesti su cui confrontarsi insieme.
Smith SL, Ricketts TA, Kilpatrick KW, North R, Bettger JP, Coles T, Eberts S, Peskoe SB, Francis HW, Toth H, Dillon W, Thompson L, Branscome K, Walker A, Rockhold FW. Unilateral and Bilateral Hearing Aids for Age-Related Hearing Loss: A Randomized Clinical Trial. JAMA Otolaryngology, Head & Neck Surgery. 2026. Retrieved from PubMed. https://doi.org/10.1001/jamaoto.2026.2401


